L’allattamento

Ebbene si, lo ammetto: mi sono cacciata in un grosso, grossissimo guaio! Nel precedente post ho anticipato che avrei scritto sull’allattamento (mannaggia a me)!!!

Non è facile parlarne e sottolineo che questo post non vuole essere esaustivo dell’argomento, ma vorrei parlare del mio vissuto e della mia esperienza con l’allattamento sia da madre che da ostetrica.

Come madre devo dire che allattare è stata una grande conquista, una grande conferma del trasporto naturale verso mia figlia, è stata spesso la mia forza e la mia ancora di salvezza nei momenti in cui, come altre mamme, ho pensato di non essere all’altezza del ruolo di madre. È stato molto faticoso. Spesso ero assalita dai mille dubbi che attanagliano noi mucche, ops… mamme, tipo “il mio latte non le basta più”, “ciuccia troppo, sta sempre attaccata, c’è qualcosa che non va”, “non ho latte”, “ho finito il latte, sento il seno vuoto”.

Ovviamente ogni volta ne parlavo con la pediatra di Elena ed ecco qua, la risposta era sempre il latte artificiale che ai tre mesi e mezzo si trasformava in pappa completa di brodo con tre verdure, carne e parmigiano. Mi chiedo come mai nei primi mesi di vita del neonato, si attribuisca tutto all’alimentazione, come se i nostri poveri piccoli non fossero altro che dei piccoli pac-man senza altri bisogni.

Per fortuna poi superavo questi momenti di insicurezza, ragionavo e la risposta era sempre la stessa: “senti qualcuno che di allattamento materno sia esperto, non il pediatra!” e cosi facevo. Sentivo la mia Stef, donna, mamma che ha allattato e in più specialista in maternità. Ecco, se non fosse stato per lei e la mia forte determinazione, io non avrei allattato quasi sei mesi in modo esclusivo e fino all’anno di Elena, momento in cui ho sentito che per entrambe era il momento giusto per smettere. Ecco, la fine dell’allattamento è una scelta della mamma, del bambino e di nessun’altro!

Sono proprio orgogliosa di aver allattato. Sono certa che il legame tra Elena e me si sia arricchito di questa esperienza e che la sua salute e il suo sviluppo ne abbiamo sicuramente giovato.

Come ostetrica la situazione si complica, perché devo dire che diventa parecchio frustrante fare incontri su incontri sull’allattamento, parlare sia degli aspetti fisici ed emotivi che lo caratterizzano, sottolineare quanto sia importante per lo sviluppo psicofisico del neonato, per poi sentire mamme che dai migliori pediatri di zona si sentono dire: “signora, deve allattare 15 minuti per seno, non di più” oppure: “signora, il suo latte non è nutriente” e ancora: “a quattro mesi bisogna svezzarli, il suo latte non basta più”. Certo, perché la pera omogenizzata è una gran botta di vita… bah!

Cari miei colleghi pediatri, non ci siamo. Dire ad una mamma che ha appena partorito che la poppata deve durare 5, 10, 15 minuti è un grave errore, vi rende responsabili della compromissione dell’intero allattamento! L’allattamento a richiesta non va quantizzato, soprattutto all’inizio.

Non esiste latte umano non nutriente, e se proprio ne avete il dubbio, la risposta non è dare il latte artificiale, ma sostenere la mamma nel nutrirsi adeguatamente, quindi nel seguire un piano nutrizionale corretto ed equilibrato.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità sostiene che l’allattamento al seno esclusivo è raccomandato fino al sesto mese di vita del neonato, momento in cui si inizia gradualmente un’alimentazione complementare che durerà fino all’anno di vita (ciò significa che fino all’anno il latte rimane l’alimento principale).

Per ultimo e non meno importante vorrei chiarire che il colostro (il primo latte, quello dei primi giorni) è sufficiente sempre, è una botta di anticorpi e grassi pazzesca! E che tutte le donne hanno il latte, l’agalattia è una patologia rarissima.

Ecco quindi come mamma ed ostetrica la mia ricetta per allattare:

  • Tanta determinazione
  • Informazione, leggete il più possibile, chiedete a più esperti e durante la gravidanza riflettete sull’importanza fisica ed emotiva dell’allattamento
  • Sostegno ambientale (compagni, parenti, passanti che dicono che non si ha latte o il latte non basta non vanno ascoltati)
  • Sostegno da un’esperta in allattamento (mamma che ha allattato, ostetrica con formazione in allattamento, ibclc), sostegno ovviamente che va richiesto
  • Mollare il controllo (allattamento a richiesta e controllo sono agli antipodi)
  • Aiuto pratico soprattutto all’inizio
  • Fiducia nella capacita del nostro/a piccolo/a di crescere e nella nostra di imparare ad accogliere i suoi bisogni e richieste

Allattare care mie è faticoso, ma è un dono per tutta la vita che facciamo ai nostri figli!