La mossa di Salvitti per l’immobile in via dei Castelli Romani

Il capogruppo della Lega nel consiglio comunale pometino, Fabrizio Salvitti, comunica ai dirigenti e agli uffici di aver affidato ad un tecnico di fiducia una controperizia per capire il reale valore dell’immobile in via dei Castelli Romani che il Comune vuole acquisire, per trasferire momentaneamente la scuola Marone. Intanto in Consiglio la maggioranza fa mancare il numero legale.

Avvio di consiliatura degno dei migliori romanzi gialli a Pomezia, grazie alla vicenda dell’acquisizione della palazzina in via dei Castelli Romani, dove l’Amministrazione Felici vorrebbe trasferire docenti e alunni della scuola Marone nei prossimi anni, per poter effettuare lavori finanziati dal PNRR.

La novità di questo pomeriggio è la lettera inviata dal capogruppo della Lega in consiglio comunale, Fabrizio Salvitti, con la quale il consigliere informa i dirigenti di aver affidato ad un tecnico di propria fiducia il compito di “redigere una perizia di stima per determinare il valore di mercato per l’acquisto di un immobile da adibire come sede provvisoria della Scuola Secondaria di primo grado P.V. Marone sito in Via dei Castelli Romani 24”.

Un atto che sugella i malumori dei consiglieri del Carroccio, che nelle scorse settimane in vari modi, dopo l’approvazione delle delibere in giunta e in consiglio, hanno manifestato il proprio dissenso.

Del resto, che la questione renda agitate le acque in maggioranza, è abbastanza evidente. Lo dimostra la seduta del consiglio comunale di questa mattina, interrotta prima del tempo, perché dopo aver ottenuto una sospensione dei lavori, nessun consigliere comunale di maggioranza si è ripresentato in aula, facendo mancare il numero legale.

La seduta era stata richiesta a gran voce dalla minoranza, proprio per discutere la revoca delle delibere di acquisizione dell’immobile in via dei Castelli Romani.

In aula, il consigliere PD Alessio Caporaletti aveva tentato invano, con toni piuttosto concilianti, di convincere i colleghi e le colleghe di maggioranza a tornare sui propri passi. La risposta è stata l’intervento di Omero Schiumarini (Lega) che lamentando un attacco nei propri confronti, ha chiesto la sospensione della seduta. Una sospensione probabilmente utile a trovare una mediazione nella stessa maggioranza, proposito però sfumato – riferiscono alcuni – tra accuse reciproche e toni infuocati, con urla che trapelavano dalle stanze del Comune.

Occhi puntati, ora, di nuovo sul Consiglio comunale, che torna a riunirsi domani mattina alle 10, per votare la revoca delle delibere. Ci saranno i consiglieri e le consigliere di maggioranza? La controperizia richiesta dal consigliere Salvitti avrà qualche conseguenza nei rapporti tra le forze che sostengono la sindaca Felici? Risposta attesa tra qualche ora, chissà che la notte porti consiglio.