Quando apre il centro diurno?

Questa mattina genitori di ragazze e ragazzi con disabilità in protesta davanti al Comune di Ardea, per chiedere chiarezza sull’apertura del Centro Diurno di via Terni, un servizio il cui avvio è atteso da anni, con continui rinvii e ritardi.

Si sono ritrovati questa mattina davanti alla sede del Comune di Ardea, in via Salvo d’Acquisto, genitori di ragazzi e ragazze con disabilità residenti nella città rutula, che da anni ormai attendono l’apertura del primo centro diurno.

Una rappresentanza di genitori, accompagnata da alcuni giornalisti, è stata ricevuta dal Sindaco Cremonini, che scusandosi per i ritardi accumulati in questo inizio di consiliatura, ha provato a rassicurare le famiglie: il Comune è in attesa del via libera della ASL che dovrebbe arrivare nel giro di una settimana. Già giovedì il primo cittadino si è impegnato a portare in giunta il contratto con cui il Comune affida la gestione dell’immobile al Consorzio Sociale Ardea-Pomezia, che avrà il compito di avviare gli interventi.

Proprio il tema del Consorzio è stato al centro del confronto tra il sindaco e i genitori: l’ente – che di fatto deve gestire il delicato tema delle politiche sociali dei due comuni del distretto, Ardea e Pomezia – ancora vive una fase di stallo. Stando a quanto dichiarato da Cremonini, giovedì l’Assemblea dei Sindaci dovrebbe finalmente chiudere la nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione e completare quindi l’assetto delle funzioni dirigenziali e operative.

Si tratta di un passaggio importante e delicato, perché proprio dal completamento dell’organizzazione dipende l’avvio di servizi importanti, con un possibile incremento di personale e interventi.

Il Sindaco ha dato appuntamento ai genitori per la prima metà di dicembre, al fine di aggiornare le famiglie sugli sviluppi dell’iter.

Presenti questa mattina anche i consiglieri comunali di minoranza Luca Vita di Ardea Domani e Sandro Caratelli del Movimento 5 Stelle.

La vicenda legata all’immobile di via Terni – una villetta sequestrata alla criminalità organizzata consegnata poi al Comune – è lunga e travagliata. Affidata in un primo momento ad una cooperativa sociale che proprio qui ha gestito per anni una casa famiglia per minori, fu poi riconsegnata al Comune dalla stessa cooperativa durante l’Amministrazione Savarese. Fu proprio il sindaco del Movimento 5 Stelle, prima della fine del suo mandato, ad individuare per l’immobile un nuovo utilizzo, con l’intenzione di dotare la città di un servizio socio-psico-assistenziale per cittadine e cittadini adulti con disabilità.

La giunta guidata da Mario Savarese avviò così lavori di sistemazione dell’immobile, completati i quali, però, l’immobile non è stato subito messo in funzione. Un guasto all’impianto idraulico, non affrontato tempestivamente proprio a causa della chiusura, ha comportato ulteriori lavori (e ulteriori soldi pubblici). Oggi anche le riparazioni sono state concluse; motivo per cui le famiglie incalzano l’Amministrazione, anche per evitare il possibile ripetersi di episodi analoghi. 

Il Comune di Ardea non dispone di strutture a servizio delle fasce più fragili della popolazione e anche a causa di uno sviluppo urbanistico sregolato è carente di spazi e luoghi pubblici, a servizio della socialità. Questo rende difficile la vita dei suoi abitanti, con un aggravio ulteriore per le famiglie proprio nei casi di presenza di persone con disabilità, anziani, bambini.