La (solita?) polemica sulle luminarie

Come ogni anno, in questo periodo, il dibattito politico nelle nostre città si “arricchisce” di un classico: con l’avvicinarsi nel Natale, di pari passo con la programmazione tv di “Una poltrona per due”, arriva sui social anche la polemica sulle luminarie.

Intendiamoci: io qui non voglio né partecipare al dibattito, né prenderne le distanze, classificandolo come “polemica inutile”. Anche perché inutile non è. Parlo ovviamente non di chi critica l’estetica per questione di semplice “gusto personale”. Parlo di chi reputa eccessiva la spesa, che a volte supera anche i 100mila euro. 

Chi critica, ma anche chi difende questa scelta, in fondo, ci riporta alla funzione fondamentale della politica. Ché è, in estrema sintesi, scelta tra opzioni diverse e diverse priorità, per la propria città o il proprio Paese. Scelte che, ovviamente, dipendono spesso da valori differenti o differenti visioni.

Alla fine, soprattutto in un momento storico come quello che stiamo vivendo, in cui – non solo ad Ardea e Pomezia – siamo costretti a fare i conti con sempre meno soldi (vale per le famiglie ma anche per le città), spendere per una certa cosa significa sottrarre fondi ad un’altra. Spendere 70mila euro per le luminarie, magari, può significare poter attappare meno buche, oppure ritardare un intervento importante che blocca un servizio. 

Insomma, il punto non sono le luminarie in sé, ma sapere che per render più belle a Natale le strade della città, ci siamo privati di qualcos’altro. Alla politica dovremmo chiedere di cosa ci siamo privati. E poi fare ciascuno le proprie considerazioni (magari confermando quella scelta).

Capire quali siano le priorità delle forze politiche che sostengono un’amministrazione comunale è fondamentale. Lo è mentre sono al governo. Lo è ancora di più nel momento in cui siamo chiamati a votare. 

E se le campagne elettorali fossero incentrate su questo (sulle diverse priorità che ciascun candidato o candidata ha), forse riusciremmo anche a evitare che a votare vadano solo 4 elettori su 10. O magari potremmo poi ricordare ai 6 che non sono andati, che in fondo tutti quei soldi per le luminarie, in campagna elettorale, a loro stavano implicitamente bene.