Come viene valutata la qualità delle acque balneabili

Pensando al nostro territorio, una parte fondamentale è rappresentata dal litorale. Le spiagge sono infatti una risorsa di grande valore, soprattutto durante la stagione estiva. Ma qual è lo stato di salute del nostro mare e come viene valutato e tenuto sotto controllo dalle istituzioni?

Le aree per la balneazione sono tratti di mare con caratteristiche specifiche, da cui sono escluse ad esempio le aree portuali, quelle destinate allo scarico e le zone marine protette. Definiti i luoghi adatti a piantare i nostri ombrelloni, la Regione effettua un programma di monitoraggi mensili nel periodo dell’anno compreso tra aprile e settembre, coprendo così l’intera stagione balneare. I parametri principali usati per valutare la qualità delle acque in cui poter fare tranquillamente i nostri bagni estivi, sono le concentrazioni di due tipi di batterio: l’Escherichia Coli e gli Enterococchi intestinali. La presenza massiccia nel mare di questi microrganismi, che normalmente popolano la nostra flora intestinale e non costituiscono una minaccia diretta dal punto di vista igienico-sanitario, è un indice di contaminazione da parte di acque di scarico fognario e, quindi, della possibile presenza di organismi patogeni, perciò comporta una serie di provvedimenti, tra cui il divieto di balneazione.

I dati relativi a ciascun monitoraggio delle zone balneari sono facilmente reperibili nelle pagine ad essi dedicati del sito dell’ARPA Lazio e risultano abbastanza semplici da interpretare anche per i profani. A ogni tratto di costa viene assegnato un voto in base al livello dei parametri analizzati, così da distinguere quattro classi di qualità per le acque: eccellente, buona, sufficiente e scarsa. Perché venga dato il permesso alla balneazione bisogna ottenere almeno la sufficienza, mentre sarà dichiarato permanentemente non balneabile un tratto di mare la cui qualità risulti scarsa per cinque anni consecutivi.

Dai dati presenti sul sito di ARPA Lazio, la costa ardeatina viene suddivisa, sulla base dei punti dove avviene il campionamento delle acque marine, in 14 zone, di cui solo 6 risultano essere idonee alla balneazione e 2 con un livello eccellente di qualità delle acque. Sono interdetti alla balneazione tutti i tratti di mare in cui sfociano i numerosi canali che interrompono le nostre spiagge, appare quindi poco saggia l’abitudine di bagnarsi nelle acque di questi ultimi.

Il lungomare di Pomezia è divisibile, in base ai punti dove viene effettuato il campionamento delle acque, in 10 zone, 7 delle quali balneabili tra cui è possibile contare 3 tratti giudicati di qualità eccellente.

Il giudizio presentato nei rapporti mensili è però quello dato a inizio stagione, un’analisi più accurata dei dati rivela infatti che anche tratti di mare considerati idonei alla balneazione sono soggetti a oscillazioni dei parametri di riferimento che possono, in alcuni periodi della stagione balneare, influire notevolmente sulla qualità dell’acqua. Confrontando i livelli di E. Coli ed Enterococchi intestinali rilevati nei mesi di aprile, maggio e giugno, è possibile notare come il livello aumenti tra aprile e maggio, pur non superando i limiti previsti per le acque interne, per poi diminuire nuovamente a giugno. È quindi utile tenersi aggiornati riguardo lo stato delle acque di balneazione durante tutta la stagione estiva, per avere un’idea della loro effettiva qualità.

Le relazioni annuali disponibili sulle pagine del sito di ARPA Lazio ci informano che, dal momento che E. Coli ha una minore capacità di sopravvivenza in condizioni di temperatura e composizione di soluti diverse da quelle che si trovano nel tratto intestinale degli animali a sangue caldo rispetto agli Enterococchi intestinali, questi ultimi hanno una maggior persistenza nel tempo nell’acqua di mare rispetto ad Escherichia coli. In seguito a contaminazioni dell’acqua marina da parte di scarichi fognari, quindi, si può rilevare un iniziale e consistente aumento di E. Coli, e uno un po’ meno rilevante di Enterococchi; con il passare del tempo si verifica un crollo nella concentrazione di E.coli, mentre gli Enterococchi diminuiscono molto più gradualmente. Perciò se rileviamo alti valori di E.coli, possiamo dedurre che ci sia stata una contaminazione ravvicinata nel tempo e a una distanza relativamente breve, mentre alti valori di Enterococchi e bassi valori di E. Coli possono rappresentare un evento avvenuto alcuni giorni prima oppure a distanze maggiori. La persistenza di un evento di contaminazione è inoltre influenzata dalla quantità di precipitazioni avvenute nello stesso periodo.

La domanda che, visti questi dati, potrebbe sorgere riguarda invece quale sia lo stato del tratto di mare su cui si affacciano i comuni di Ardea e Pomezia dal punto di vista chimico. Perché non si fa mai riferimento a questo tipo di inquinamento nei rapporti riguardanti lo stato di salute delle acque considerate balneabili?

Per rispondere in parte almeno alla prima di queste domande dobbiamo tornare a navigare tra le pagine del sito di ARPA Lazio, tra cui troviamo una sezione dedicata allo stato di salute delle acque marino-costiere. Qui possiamo consultare una serie di relazioni periodiche di cui la più recente riguarda il biennio 2015-2017.

Lo stato del mare viene analizzato dal punto di vista ecologico e dal punto di vista chimico. Cercando di semplificare il più possibile i dati presentati, abbiamo indici di salute biologica, calcolati considerando i livelli di nutrienti e ossigeno presenti nelle acque in relazione alla presenza di organismi viventi, e indici di salute chimica, calcolati considerando i livelli di inquinanti di natura pericolosa presenti nell’acqua e in organismi viventi quali i pesci, che possono assimilarli e in cui possono persistere. Parliamo in questo caso soprattutto di metalli pesanti quali il piombo.

La relazione riguarda l’intero litorale laziale, suddiviso nei tratti sotto la giurisdizione dei diversi comuni che si affacciano sul mare; è quindi semplice estrapolare i dati riguardanti Ardea e Pomezia. Nel periodo 2015-2017 lo stato ecologico del tratto di costa compreso tra Pratica di Mare e la foce del Rio Torto è risultato essere sufficiente (su una scala di qualità i cui valori sono “Elevato”, “Buono”, “Sufficiente”, “Scarso” e “Cattivo”), mentre è definito “buono” lo stato chimico, i cui giudizi possibili sono “Buono” e “non buono”.

Il litorale ardeatino, invece, consegue un voto migliore della controparte pometina dal punto di vista dello stato ecologico, conseguendo il livello qualitativo di “buono”, mentre peggiora per quanto riguarda lo stato chimico che risulta essere “non buono” per la presenza di quantità di piombo superiori al limite previsto dalle analisi.

Da un confronto di questi giudizi con quelli del periodo 2014-2015, si evince che, mentre non ha subito cambiamenti il livello di qualità dello stato ecologico delle nostre acque marino costiere, lo stato chimico nel comune di Pomezia è migliorato, passando da “non buono” a “buono” nell’ultimo biennio.

Le ordinanze riguardo i divieti di balneazione dei diversi comuni affacciati sul mare, vengono pubblicate sui rispettivi siti internet all’inizio della stagione balneare. Il Comune di Pomezia presenta una sezione dedicata al Demanio Marittimo piuttosto accurata, in particolare possiamo trovare il link all’ordinanza del 2018, e le rilevazioni di ARPA Lazio degli anni precedenti in una pagina dedicata, completa di informazioni introduttive.

Più scarne le informazioni presenti sul sito del Comune di Ardea, dove possiamo trovare un riassunto dell’ordinanza di divieto di balneazione per l’anno 2018 e un link al sito di ARPA Lazio sulla pagina dedicata alle informazioni turistiche riguardanti il litorale, che da una prima analisi non appare molto aggiornata.

Sarebbe opportuno aggiornare anche le tabelle informative presenti sulle spiagge, che al momento risultano essere scarse e risalenti a stagioni precedenti rischiando così di essere più dannose che utili ai bagnanti.