“Non sono io ad aver tradito: è venuto meno il progetto del M5S”

Intervista esclusiva alla consigliera Roberta Virgili

“Chi ha tradito è il sindaco: il suo comportamento, gli atti e le decisioni adottate in questi primi due anni hanno ripudiato di fatto il progetto iniziale con il quale il Movimento si era presentato in campagna elettorale”. Non usa mezzi termini Roberta Virgili per rispedire al mittente le accuse di tradimento, lanciate nei suoi confronti sui social e poi ribadite nell’ultimo consiglio comunale da alcuni tra i suoi ex compagni di partito. La ferita brucia ancora: sono troppo recenti gli attacchi e persino gli insulti ricevuti su Facebook e gli inviti pressanti alle dimissioni, arrivati non solo dai simpatizzanti del Movimento 5 Stelle, ma anche dal consigliere regionale Corrado e dal coordinatore del Movimento in città, Davide Mercuri.

Eppure Roberta Virgili appare determinata ad andare avanti per la sua strada: il suo ragionamento ribalta le accuse che le sono rivolte e si trasforma in un giudizio severo nei confronti del primo anno e mezzo di operato della Giunta rutula.

“Il progetto del Movimento 5 Stelle per Ardea – continua – nasceva da una rottura con il passato o quanto meno con “dinamiche” del passato. Era ispirato a valori di assoluta trasparenza e condivisione degli atti, anche in fase di progettazione, all’interno della maggioranza e nel rapporto con l’opposizione. Insomma, una visione municipale aperta e inclusiva, pur nella consapevolezza di oggettive difficoltà finanziarie dell’ente. Ecco, io non ho visto nulla di questo”.

Ha avuto modo di spiegare nel corso del Consiglio Comunale dello scorso 11 aprile le ragioni della sua scelta. Il suo potrebbe esser definito un lungo percorso di progressivo allontanamento dal Movimento. Perché però ha scelto di uscire proprio ora e non prima?

“La mia decisione non è dovuta a fatti specifici o, come qualcuno è arrivato ad insinuare, ad accordi sottobanco, ma ad una riflessione amara e consolidata nel tempo: la maggioranza si è allontanata dalla linea politica che con entusiasmo avevo abbracciato. All’interno del gruppo non c’è un minimo dibattito politico sull’azione della giunta e dell’amministrazione. Questo ha prodotto un inevitabile logoramento dei rapporti personali, anche se proprio in questa occasione, in privato, ho ricevuto più di un attestato di stima da parte di alcuni membri del mio vecchio gruppo di appartenenza”.

Un anno e mezzo fa l’Amministrazione votò il dissesto finanziario. Lei non hai preso parte a quel consiglio comunale. Perché?

“Le regole interne al gruppo non consentivano contrarietà ai voleri della maggioranza. Avevo fatto presente più volte le mie perplessità su una decisione così importante per la vita amministrativa del Comune di Ardea, anche suffragando i miei dubbi con studi richiesti in privato. Ero convinta che il dissesto avrebbe determinato una gestione sofferta, ai limiti dell’impotenza politica, rispetto ai bisogni della cittadinanza, anche per quel che riguarda i problemi “minimi” e quotidiani. Così, infatti, è stato. Si è voluto tenacemente proseguire su quella strada, senza un doveroso dibattito interno e pubblico. Non potevo votarlo”.

Ora è ufficialmente un consigliere di opposizione. Ci sono colleghi o formazioni politiche a cui guarda con più interesse?

“Ho le mie idee ma non penso di entrare in un gruppo. Voterò con assoluta onestà intellettuale gli atti che questa amministrazione porterà in consiglio comunale, valutandoli di volta in volta”.

Al di là del giudizio sull’attuale Amministrazione, Ardea sconta problemi antichi, a cui nessuno è finora riuscito a trovare soluzioni. Lei crede sia possibile che questa Città cambi? A quali condizioni?

“Ardea paga annosi vuoti amministrativi e di progettualità politica. Non credo sia un problema di competenze personali, anche se credo che le competenze in politica ovviamente servano. Penso che forse è mancata, nel mondo politico ardeatino, la consapevolezza che gli interessi della comunità dovessero essere anteposti a logiche personali, in un percorso che avesse obiettivi precisi nel medio termine in tema di tutela e valorizzazione del territorio. Io credo che si possa lavorare concretamente per risolvere i problemi quotidiani, i disagi della viabilità, per garantire un minimo di decoro urbano, una sistemazione possibile e realizzabile degli uffici, senza inseguire progetti nebulosi e poco realizzabili. Per collocazione geografica, storia, clima, Ardea ha un potenziale enorme. Abbiamo un territorio che, seppur violentato, rimane unico per caratteristiche fisiche e paesaggistiche. È diventato, invece, solo un grande dormitorio. Va delineata una riconversione possibile per un nuovo sviluppo economico. Occorrono idee, umiltà, condivisione e coinvolgimento delle sensibilità e competenze presenti sul territorio”.