Non è un paese per giovani

Niente Consiglio dei Giovani ad Ardea. Almeno per quest’anno. Il Consiglio Comunale del Comune rutulo, svoltosi ieri pomeriggio, non ha infatti esaminato – tra i punti all’ordine del giorno – l’istituzione dell’organo di partecipazione giovanile, decretando così l’impossibilità di richiedere il finanziamento alla Regione Lazio in scadenza oggi.

Il Consiglio Comunale dei Giovani (CCG) è un’istituzione già presente in molte città, che permette la partecipazione alla vita pubblica da parte di ragazzi tra i 15 e i 25 anni. L’organo esprime pareri vincolanti per il Consiglio Comunale e deve esser consultato in occasione dell’adozione di atti amministrativi che riguardano i ragazzi. Un’iniziativa di questo genere, inoltre, ha un forte valore educativo e tende ad avvicinare i giovani – solitamente poco interessati alla politica – alle istituzioni locali e aumentando il loro interesse verso il bene comune.

Lo scorso 23 gennaio, la Sinistra di Ardea ha protocollato una richiesta ufficiale indirizzata all’amministrazione comunale, per partecipare al bando regionale che sostiene l’istituzione di questo organo, attraverso un finanziamento di 6mila euro. L’avviso pubblico scade il 31 gennaio. L’appello è stato raccolto qualche giorno dopo anche dal movimento civico Ardea Domani, che ha inviato una propria lettera al presidente del Consiglio Comunale, Lucio Zito, chiedendo di inserire la discussione in merito all’argomento tra i punti all’ordine del giorno esaminati oggi pomeriggio.

Proprio ieri, 30 gennaio, era stato infatti convocato d’urgenza il Consiglio Comunale. L’appello delle due formazioni politiche non è stato però raccolto dalla Presidenza.

Sentito telefonicamente da Il Turno, Lucio Zito si è detto dispiaciuto: “Purtroppo siamo venuti a conoscenza troppo tardi di questo bando regionale, che presuppone che entro il 31 gennaio si debba presentare insieme alla domanda, sia l’atto costitutivo, sia il regolamento, sia il piano di funzionamento che regola la campagna elettorale. Oltretutto noi non potremmo neanche affidare al CGC una sede esclusiva, come richiesto dal bando regionale”.

La Sinistra di Ardea ha commentato così la mancata partecipazione al bando: “Si è persa un’importante occasione per coinvolgere i nostri giovani alla vita politica e con rammarico notiamo ancora una volta la loro disattenzione nel coinvolgimento della cittadinanza tutta”.

Diverso l’approccio di Ardea Domani, poco propensa a gettare la spugna: “Spiace anche a noi che l’Amministrazione abbia rinunciato alla possibilità di usufruire del finanziamento regionale, anche se capiamo che i tempi erano veramente stretti” ha commentato il portavoce Luca Vita. “Nulla vieta comunque ad Ardea di istituire il Consiglio dei Giovani, anche al di fuori della possibilità di finanziamento. 6mila euro, in fondo, non sono una cifra impossibile, anche per un Comune appena uscito dal dissesto. Siamo convinti, peraltro, che si possa spender anche meno. Abbiamo già deciso di porre l’argomento al centro di una nostra riflessione interna. Proviamo a lavorare ad un progetto dettagliato, da presentare nei prossimi mesi alle forze politiche presenti in Consiglio Comunale”.

In attesa di capire, quindi, se le buone intenzioni di Ardea Domani troveranno sponda nelle altre forze politiche e nell’Amministrazione comunale rutula, a Pomezia sembra proprio che l’istituzione del Consiglio dei Giovani non trovi spazio nell’agenda politica cittadina.

Qui il CCG è stato proposto già nel novembre scorso dal consigliere Stefano Mengozzi. La maggioranza pentastellata qui, però, si è detta contraria alla richiesta, preferendo altre forme di consultazione. Mengozzi nella giornata di ieri è tornato sulla vicenda e con un post su Facebook ha espresso il suo disappunto: “Non pensavo di dovermi scontrare con l’ottusità di chi ha il privilegio di governare la nostra città e rimane barricato su posizioni di chiusura verso i più giovani. Sono deluso, ma riproveremo più avanti perché è un’iniziativa di valore. Che ha una dimensione educativa e di forte attaccamento al proprio territorio”.