2019

Vedere i fiordi norvegesi con le mie due donne. Poter uscire a passeggio a Nuova Florida, una calda domenica primaverile, senza che ci sia neanche una macchina in circolazione, solo persone da salutare e a cui chiedere “Come va? Le piace?”. Trascorrere una settimana in montagna, quella vera. Poter stare in silenzio, venti minuti, ad ammirare il Cristo Pantocratico nell’abside della Chiesa di San Pietro Apostolo ad Ardea. Poter scrivere un po’ di tutto. Imparare ad essere più ironico e più autoironico. Bere meno caffè. Poter tornare nella chiesa del Borgo di Pratica di Mare, dove sono stato battezzato. Mangiare meno ma mangiare meglio. Rileggere Neruda e Borges insieme. Imparare a non dire più “non ho tempo”. Avere il coraggio di trascorrere una settimana senza cellulari e computer. Esser meno seri, più leggeri. Non “picchiare” Giovanni, anche se… “quando ce vò…”. Avere un governo che spende i nostri soldi per costruire più scuole e asili nido anziché comprare inutili aerei da guerra. Fare su e giù per il lungomare di Ardea, in quel tratto senza orrendi edifici a disturbare la vista del mare. Portare Agnese a vedere le sculture di Manzù e la Minerva Tritonia. Tornare a Ventotene, in primavera, quando ancora l’isola è brulla e deserta. Ascoltare De Andrè. A maggio votare solo partiti che credono all’Europa di Spinelli. Uscire a cena solo con Valeria almeno una volta al mese. Leggere tanto, meno giornali e più libri, ché dobbiamo imparare a disegnare il futuro più che a guardare al presente. Ascoltare di nuovo i racconti di mia nonna e chiederle come vorrebbe che fosse, il futuro. Continuare ad ascoltare le parole della mia piccola Agnese e chiederle come vorrebbe che fosse, il futuro.

Questo è il 2019 che mi piacerebbe vivere. E il vostro? Com’è? Come sarà? Buon anno nuovo!